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REGOLAMENTO INTERNO 

Testo approvato dal Consiglio di Circolo in data 25 maggio 2015


TITOLO PRIMO

ORGANI DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA E ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

PARTE PRIMA: ORGANI ISTITUZIONALI

PARTE SECONDA: ALTRI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE


TITOLO SECONDO

ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

PARTE PRIMA: ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI

PARTE SECONDA: ATTIVITÀ DIDATTICHE

TITOLO TERZO
REGOLAMENTO DISCIPLINARE

DIRITTI DOVERI
INTERVENTI EDUCATIVI ECCEZIONALI



TITOLO PRIMO

ORGANI DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA E ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

PARTE PRIMA: ORGANI ISTITUZIONALI

ART. 1 ATTI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

1. Il Dirigente Scolastico esercita le funzioni previste dalle norme giuridico-contrattuali attraverso atti formali e informali. Gli atti del dirigente scolastico, unitamente alle deliberazioni di cui al successivo art. 3, sono espressione e presupposto dell’autonomia dell’istituzione scolastica.

2.Gli atti formali del dirigente scolastico sono costituiti dalle seguenti tipologie:

a.Decreti: atti mediante i quali sono istituiti o modificati stati giuridicamente rilevanti

b.Direttive e disposizioni di servizio: atti mediante i quali sono indicate linee di condotta interne

c.Circolari interne, Avvisi, informative, comunicazioni, richieste, lettere di trasmissione ecc; atti, rivolti ai soggetti interni ed esterni con cui si portano a conoscenza degli interessati atti, obblighi, fabbisogni, procedure, scadenze, eventi ecc…

d.Atti amministrativi ordinari.

3.Gli atti formali hanno sempre la natura di documento scritto.

4.Gli atti informali, scritti o orali, comprendono le istruzioni operative, accordi, documenti istruttori e ogni altra disposizione volta alla buona finalizzazione delle norme generali, del presente regolamento, degli atti di cui al precedente comma 2 e delle deliberazioni degli organi collegiali.

5.Tutti i destinatari e i soggetti a vario titolo implicati sono vincolati al rispetto degli atti legittimi del dirigente scolastico.

ART. 2 DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE SUGLI OO.CC.

1. Le decisioni degli OO.CC., ove non diversamente specificato, sono costituite da deliberazioni. La deliberazione dell’organo collegiale costituisce atto formale di manifestazione di volontà giuridicamente efficace dell’istituzione scolastica.

2. Tutti sono vincolati al rispetto delle deliberazioni legittime degli OO.CC. d'Istituto.

3.Il dirigente scolastico assicura la regolare applicazione delle deliberazioni degli OO.CC. d’Istituto.

4.Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare - nei limiti del possibile - un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando in date prestabilite, in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la necessità di adottare decisioni, proposte o pareri. In occasione della prima riunione annuale dell’OO.CC. verrà stabilito un calendario orientativo con le date degli incontri previsti, e consegnato in allegato al primo verbale.

5. Le sedute degli OO.CC. si svolgono a seguito di convocazione sulla base di un ordine del giorno (OdG). La convocazione è firmata dal presidente ed è diramata, a cura dell’ufficio di segreteria, almeno 5 giorni (lavorativi e non lavorativi) prima rispetto alla data della riunione. La convocazione riporta data, orario, presumibile durata e luogo della convocazione e OdG.

6. In caso di motivata e grave urgenza la comunicazione può avvenire nelle 24 ore precedenti la riunione dell'OO.CC, ma solo per la componente docente.

7. L’OdG può essere modificato in corso di seduta alle seguenti condizioni:
a. modifica della sequenzialità: su proposta di un membro dell’organo, può essere disposta con voto a maggioranza dell’organo medesimo;
b. inserimento di nuovi punti e/o ritiro di uno/più punti: può essere proposto da un membro dell'OO.CC e disposto dalla maggioranza dei presenti; 
c. mozione d’ordine: ciascun membro dell’organo può sollevare, prima della discussione, una questione pregiudiziale relativa al punto trattato e richiederne il rinvio. Sulla mozione l’organo si pronuncia a maggioranza.

8. Il Segretario degli OO.CC. d’Istituto è designato dal Presidente e svolge i compiti di verbalizzazione.

9. Il Segretario verbalizzante riporta in forma sintetica le operazioni dell’organo e le conseguenti delibere; i membri dell'organo interessati ad una fedele trascrizione delle proprie manifestazioni di pensiero, debbono farne espressa richiesta al Segretario precisandone oralmente o per iscritto i contenuti. Lo stesso vale per la citazione del proprio nome e cognome.

10. La verbalizzazione può essere effettuata direttamente nel corso della seduta (seduta stante) oppure successivamente (verbalizzazione differita), sulla base di appunti presi durante la seduta. La verbalizzazione “seduta stante”, limitata ai contenuti delle deliberazioni, viene approvata da tutti i membri presenti; la verbalizzazione differita del verbale dovrà essere approvata dall’organo collegiale nella seduta successiva ed è firmata dal Presidente e dal Segretario.

11. La verbalizzazione “seduta stante” è obbligatoria in occasione degli scrutini quadrimestrali, degli esami o quando sia disposta la sanzione disciplinare ai sensi dell’art. 4 del DPR 249/1998 come modificato dal DPR 235/2007.

12. La prima parte del verbale è riservata all’indicazione degli orari, luogo, ordine del giorno, membri presenti, nominativi di Presidente e Segretario, eventuali invitati; nella parte conclusiva è riportato se il medesimo è stato redatto secondo la procedura “seduta stante” o quella della “verbalizzazione differita”.

13.Gli argomenti ritenuti di ulteriore approfondimento, verranno ripresi come primo punto all’OdG della seduta successiva. Nel caso in cui i lavori dell’organo si protraggano in modo tale da impedire il necessario approfondimento degli argomenti, il presidente può aggiornare la seduta a data successiva entro e non oltre i 15 giorni successivi; la data e l’orario dell’aggiornamento sono approvati a maggioranza. Ove, dopo la terza votazione, non si raggiunga la predetta maggioranza, la data e l’orario sono decisi dal presidente.

14. L’aggiornamento della seduta può essere deciso anche in presenza di situazioni che turbino il regolare svolgimento dei lavori.

15. Il verbale riporta i predetti aggiornamenti e le relative motivazioni.

16. Il Presidente dell'Organo può autorizzare, in presenza di validi motivi, l’ingresso posticipato o l’uscita anticipata di un membro dell’organo; in tal caso il membro medesimo figura nell’elenco dei presenti; in nessun momento il numero dei presenti deve essere inferiore al numero legale richiesto (la metà più uno dei componenti del consiglio).

17. Tutti i membri dell’Organo hanno diritto di parola; il presidente può stabilire un tempo massimo a disposizione per ciascun intervento.

18. Il Presidente dell'Organo può invitare alle sedute degli OO.CC. personale esterno esperto in particolari settori, su proposta di uno o più dei membri dell’Organo stesso. Gli esperti partecipano alla riunione per il tempo necessario alla trattazione dei relativi punti all’OdG con diritto di parola.

19. Ove non vincolato da norme specifiche, l’Organo stabilisce le modalità di espressione del voto. Lo scrutinio segreto è obbligatorio nei casi in cui l’oggetto della votazione contenga riferimenti diretti o riconducibili a persone. Il suddetto obbligo non si applica nei casi di dati conoscibili da chiunque.

20. I membri elettivi hanno la facoltà di dimettersi dall’Organo; in tal caso dovrà essere prodotta specifica istanza indirizzata al Presidente dell’organo e da quest’ultimo discussa e ratificata. L’Organo ha l’obbligo di richiedere il ritiro dell’istanza da parte del richiedente; una volta approvata, la dimissione non è più revocabile.

21. Tutti i membri sono vincolati dal segreto in relazione ai dati personali trattati.

ART. 3 PUBBLICITÀ DEGLI ATTI

1. La pubblicità degli atti del Consiglio di Circolo, disciplinata dall'art. 27 del D.P.R. 31/5/1974, n. 416, deve avvenire mediante affissione in apposito Albo. L’art.32, comma 1, L. 18/06/2009, n.69 ha sancito che “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicitàlegale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informaticida parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”. Dunque la piena conoscenza dei provvedimenti della scuola ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 comma 7 del dpr 275/99, decorre dalla pubblicazione nell’albo online.

2. Il verbale è un atto che ha la funzione di certificare e documentare l’attività dell’organo e si distingue dalla delibera che è il provvedimento, pertanto ci si riferisce alla distinzione evidenziata nell’art. 13 della CM 105/75 che dispone che “la pubblicità degli atti deve avvenire mediante affissione in apposito albo di circolo o di istituto, della copia integrale - sottoscritta e autenticata dal segretario del consiglio - del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso (…)".

3. La copia delle deliberazioni da affiggere all'Albo è consegnata al Dirigente Scolastico dal Direttore dei Servizi Generale e Amministrativi; il Dirigente Scolastico ne dispone l'immediata affissione e attesta in calce ad essa la data di affissione.

4. L'affissione all'Albo delle deliberazioni deve avvenire "entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio" (art. 13, CM575). La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di dieci giorni.

5. I verbali e tutti gli altri scritti preparatori sono depositati nell'ufficio di Segreteria del Circolo e - per lo stesso periodo - sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta.

6. Non sono soggetti a pubblicazione le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

7. In caso di presenza di dati personali l’Atto viene consegnato espunto delle parti che consentano, direttamente o indirettamente, di risalire a dati personali di terzi; la predetta disposizione non si applica:
- ai dati personali conoscibili da chiunque;
- ai genitori/ affidatari in relazione ai dati dei propri figli.

8. Nel caso di richiesta volta ad ottenere l’accesso a dati personali di terzi, questi devono essere informati, a cura del richiedente, della richiesta, delle relative motivazioni e delle modalità di trattamento, al fine dell’esercizio dei diritti di cui all’art. 7 del D.L.vo 196/2003.

ART. 4 ORGANI COLLEGIALI ISTITUZIONALI

A) CONSIGLI DI INTERCLASSE/INTERSEZIONE

1. Il Consiglio di Interclasse/Intersezione si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico.

2. La convocazione dei Consigli di Interclasse/Intersezione è disposta dal Dirigente Scolastico, o suo delegato, mediante:
a) comunicazione interna per il personale docente;
b) convocazione individuale per i rappresentanti dei genitori.

3. Nel caso in cui le sedute siano state puntualmente calendarizzate all’inizio dell’anno scolastico e il calendario opportunamente comunicato, la convocazione del personale docente mediante comunicazione interna può essere omessa.

4. Nella fase con la presenza dei rappresentanti dei genitori è fatto divieto di comunicare dati personali di alunni, genitori e insegnanti; tale divieto non si applica ai dati conoscibili da chiunque.

5. Quando l’O.d.G. comprende adempimenti esclusivamente di carattere valutativo o relativi all’irrogazione di sanzioni disciplinari a carico degli alunni, il Consiglio è convocato con la sola presenza dei docenti.

6. La funzione di Presidente è svolta dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato membro del Consiglio. Il Presidente partecipa alle votazioni e concorre alla formazione delle maggioranze, ovvero delle minoranze, nelle deliberazioni; in caso di parità dei voti prevale il voto del Presidente.

7. Il calendario, anche di massima, delle convocazioni viene determinato all’inizio di ciascun anno scolastico nel piano annuale delle attività funzionali all’insegnamento.

8. In aggiunta alle convocazioni stabilite nel piano annuale possono essere disposte convocazioni straordinarie per esigenze sopravvenute, per l’irrogazione di sanzioni disciplinari a carico degli alunni o su richiesta scritta e motivata della maggioranza della componente docente o della componente dei genitori.

B) COLLEGIO DEI DOCENTI

1. Il Collegio dei Docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico.

2. La convocazione del Collegio dei Docenti è disposta dal Dirigente Scolastico mediante comunicazione interna.

3. Il Collegio dei Docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico che indice le votazioni deliberative, ma non partecipa alla votazione.

4. In aggiunta alle sedute ordinarie possono essere disposte sedute straordinarie, al di fuori dei limiti orari contrattuali, quando questo venga richiesto:

- da almeno 1/3 dei membri;
- dalla RSU d’Istituto, anche a maggioranza.

5. La convocazione straordinaria è obbligatoria anche tutte le volte in cui ricorrano situazioni d’urgenza, in coincidenza di eventi con ricadute rilevanti per la vita della scuola.

6. Il Collegio dei Docenti può articolarsi al suo interno in gruppi di lavoro, dipartimenti e commissioni.

7. Ai gruppi di lavoro viene delegata la fase istruttoria e preparatoria alle deliberazioni di competenza dell’Organo.

8. La funzione di segretario verbalizzante è attribuita ad uno dei docenti.

C) CONSIGLIO DI CIRCOLO

1. La prima convocazione del Consiglio di Circolo (CdC) successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta dal Dirigente Scolastico.

2. In tale occasione, il Dirigente Scolastico consegna ai membri eletti, copia integrale del Regolamento di Circolo attualmente in vigore, un calendario di massima degli incontri annuali del CdC, indicazione del sito web, e modalità per la consultazione del POF e di eventuali altri documenti idonei.

3. Nella prima seduta il Consiglio è presieduto dal Dirigente Scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. Il Presidente nomina un segretario che provvede alla stesura del verbale, riportante in forma sintetica le operazioni dell’organo e le conseguenti delibere, nonché gli interventi e le proposte dei singoli membri. Il verbale verrà sottoscritto dal Presidente e dal segretario.

4. L'elezione del Presidente ha luogo a scrutinio segreto; viene eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza relativa, dei voti. A parità di voti è eletto il più anziano di età.

5. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un vicepresidente da votarsi fra i genitori eletti con le medesime modalità previste per l'elezione del Presidente.

6. In caso di assenza del Presidente la presidenza è assunta dal vicepresidente; in caso di assenza contemporanea di Presidente e vicepresidente la presidenza è assunta dal genitore più anziano.

7. Il consigliere decade dalla carica nei seguenti casi:

- rappresentante dei genitori: non iscrizione del figlio al Circolo (trasferimento, fine percorso, …)
- assenza non giustificata a 3 sedute consecutive
- dimissioni volontarie
In questo caso verrà sostituito dal primo candidato non eletto.

8. Il risultato delle elezioni dei rappresentanti dei genitori, dovrà essere pubblico (tramite affissione in apposito Albo, disponibile a chiunque ne faccia richiesta e sul sito internet scolastico) e riportante il numero dei voti di preferenza espressi per tutti i candidati di tutte le liste.

9. Il Consiglio di Circolo/Istituto è convocato dal Presidente. Il Presidente dispone la convocazione di propria iniziativa, oppure su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva o della maggioranza dei membri.
La convocazione è disposta, tramite l’ufficio di Segreteria, con comunicazione individuale nella forma decisa da ogni componente ad inizio mandato, ovvero cartacea o digitale attraverso i normali canali di comunicazione (tramite gli insegnanti dei figli o via email). La lettera di convocazione deve essere consegnata ai consiglieri con un congruo preavviso, di massima non inferiore a 5 giorni dalla data della riunione (esclusi sabato e domenica). In casi di particolare e grave urgenza, il Presidente può convocare il Consiglio con un preavviso inferiore ai 5 giorni lavorativi.

10. L’OdG delle riunioni è stabilito dal Presidente che vi inserirà gli argomenti che egli stesso ritiene necessari e/o, di volta in volta, gli argomenti proposti dalla Giunta Esecutiva, da almeno tre consiglieri di Circolo, dal Collegio dei Docenti, dai Consigli di Interclasse o di Intersezione, dal Dirigente Scolastico, sia in questa specifica veste sia in qualità di Presidente della Giunta Esecutiva;

11. Tutti gli atti relativi agli argomenti che verranno trattati all’OdG dell’incontro successivo dovranno essere inviati (via posta elettronica o in forma cartacea) ai membri del Consiglio, contestualmente alla data di convocazione della seduta.

12. Le sedute del Consiglio di Circolo sono, ai sensi dell'art. 42 del T.U, sino a capienza dei locali, aperte agli elettori delle varie componenti ivi rappresentate, per le parti dell'ordine del giorno che non contengano riferimenti o dati personali. Il pubblico presente non ha facoltà di intervenire.

13. La riunione del Consiglio di Circolo è valida:

- quando il Consiglio è stato convocato nei termini e secondo le modalità previste dai precedenti punti 9-10;

- quando siano presenti almeno metà più uno dei componenti in carica. Qualora il numero legale non venga raggiunto o lo stesso venga meno nel corso della riunione, il Presidente dovrà sciogliere la seduta, rinviando la discussione degli argomenti all'ordine del giorno non ancora conclusi o non affrontati, ad altra seduta da stabilire e comunque non oltre 7 giorni dalla data della seduta non valida o non conclusa.

14. Il Consiglio di Circolo deve deliberare, entro il termine previsto (di norma non oltre il mese di Marzo) il proprio Bilancio Preventivo (Programma Annuale), il quale dovrà tenere conto:

- dei mezzi finanziari necessari al normale funzionamento amministrativo e didattico del circolo;

- di ogni altro mezzo finanziario che sia attinente all'efficienza delle strutture e degli interventi didattici.

Il Consiglio di Circolo approva, entro il termine previsto dal Decreto Ministeriale il conto consuntivo.

15. La verbalizzazione delle sedute sarà di norma effettuata successivamente (verbalizzazione differita), sulla base di appunti presi durante la discussione e inviata in visione a tutti i membri del Consiglio di Circolo tramite e-mail (o in forma cartacea ai membri che risultino sprovvisti di indirizzo elettronico), e approvata all'inizio della seduta successiva.

I contenuti delle deliberazioni verranno immediatamente verbalizzati (seduta stante).

16. Il Consiglio di Circolo può accettare richieste di partecipazione (previa anticipazione scritta degli argomenti, validata dalla Giunta Esecutiva), o può invitare su richiesta del Presidente, del Dirigente, della Giunta Esecutiva o di almeno tre consiglieri di Circolo, eventuali rappresentanti di enti, istituzioni, organizzazioni, gruppi di lavoro o di riflessione, agenzie educative presenti sul territorio, con funzione consultiva.

D) GIUNTA ESECUTIVA

1. Il Consiglio di Circolo elegge al suo interno la Giunta Esecutiva.

2. Della stessa fanno parte di diritto: il Dirigente Scolastico, che la presiede, ed il Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, che vi svolge anche le funzioni di segretario.

3. Sono membri elettivi: un docente, due rappresentanti dei genitori e un rappresentante del personale Ata, che devono essere eletti a maggioranza assoluta.

4. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, i componenti vengono eletti a maggioranza relativa, sempre che siano presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica.

5. La Giunta Esecutiva si riunisce tutte le volte che il Dirigente Scolastico lo ritiene opportuno o su richiesta di due membri della Giunta stessa, e di norma antecedentemente alle riunioni del Consiglio di Circolo. La convocazione deve essere comunicata ai membri almeno 5 giorni prima della seduta (esclusi sabato e domenica). Le sedute della Giunta sono valide se sono presenti almeno metà più uno dei membri.

La Giunta Esecutiva, fermo restando il diritto di iniziativa del Consiglio di Circolo, svolge i compiti che sono ad essa attribuiti dall'art. 10 comma 10 del D.Lgs. n. 297 del 16/4/94 e più specificamente:

a) predispone in tempo utile il bilancio preventivo e il conto consuntivo;

b) prepara i lavori del Consiglio di Circolo compiendo i necessari atti istruttori;

c) cura l'esecuzione delle delibere assunte dal Consiglio di Circolo;

d) predispone, in tempo utile, la relazione annuale prevista dall'art. 10 comma 9 del D.Lgs. n° 297 del 16/4/94, che il Consiglio deve approvare ed inviare al Provveditore agli Studi ed al Consiglio Scolastico Provinciale.

E) COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO DEGLI INSEGNANTI

1. Il Comitato per la Valutazione del Servizio degli Insegnanti viene eletto dal Collegio dei Docenti all’inizio di ciascun anno scolastico.

2. Il comitato è convocato dal Dirigente Scolastico:

- alla conclusione dell'anno scolastico per procedere alla valutazione del periodo di formazione e di prova degli insegnanti;
- ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

F) Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES -Legge n.170 08/10/2010, Circolare Ministeriale n.8 06/03/2013)

1. I componenti del GLI sono individuati dal Collegio Docenti tra tutte le risorse specifiche e di coordinamento presenti nella scuola (funzioni strumentali, insegnanti per il sostegno, AEC, assistenti alla comunicazione, docenti “disciplinari” con esperienza e/o formazione specifica), in modo da assicurare all'interno del corpo docente il trasferimento capillare delle azioni di miglioramento intraprese e un'efficace capacità di rilevazione ed intervento sulle criticità all'interno delle classi. Possono farvi parte (per un tempo determinato o a seconda delle necessità) genitori, o loro rappresentanti, ed esperti istituzionali o esterni in regime di convenzionamento con la scuola.

2. Del Gruppo fa parte il Dirigente Scolastico.

3. Il Dirigente Scolastico delega ad un membro docente il coordinamento del gruppo, il quale tra l'altro verbalizza gli incontri.

4. La convocazione del GLI è disposta dal Dirigente Scolastico o dal coordinatore.

5. Il GLI svolge le seguenti funzioni:

- rilevazione dei BES presenti nella scuola;

- raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;

- focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi;
- rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
- elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES.

6. Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione costituisce l’interfaccia della rete dei CTS e dei servizi sociali e sanitari territoriali per l’implementazione di azioni di sistema (formazione, tutoraggio, progetti di prevenzione, monitoraggio, ecc.).

7. Il GLI si riunisce ordinariamente 3 volte nel corso dell'anno scolastico.

ART. 5 – D.S.G.A. (DIRIGENTE SERVIZI GENERALI AMMINISTRATIVI) E ASSEMBLEA DEL PERSONALE A.T.A (ASSISTENTE TECNICO AMMINISTRATIVO).

1. Il DSGA, nell’ambito delle direttive impartite dal Dirigente Scolastico, è autonomo nell’organizzazione dei servizi di segreteria e generali.

2. Il DSGA predispone l’organigramma dell’ufficio di Segreteria e propone al Dirigente Scolastico il piano annuale delle attività del personale A.T.A. Nel rispetto dell'attuazione del Piano dell'Offerta Formativa della Scuola.

3. Il DSGA, sentito il DS, può attribuire al personale ATA, nell'ambito del Piano Annuale delle Attività, incarichi di natura organizzativa e prestazioni eccedenti l'orario d'obbligo, quando necessario.

4. Il personale di Segreteria svolge la propria attività amministrativa con autonomia operativa e responsabilità diretta, mediante l'utilizzo delle procedure informatiche.

5. E’ istituita l’assemblea del personale A.T.A.; l’assemblea è presieduta dal Dirigente Scolastico o, in sua assenza, dal D.S.G.A.; la convocazione è disposta congiuntamente dal Dirigente Scolastico e dal D.S.G.A.

6. L’assemblea di norma è convocata separatamente per la componente amministrativa e per i collaboratori scolastici.

7. L’assemblea si riunisce ordinariamente all’inizio dell’anno scolastico e tutte le volte in cui è richiesto:

a. dal Dirigente Scolastico;
b. dal D.S.G.A.;
c. da almeno un terzo del personale A.T.A.; 
d. dalla R.S.U., anche a maggioranza.

8. Nell’ambito dell’assemblea vengono stabiliti e concordati gli impegni e gli incarichi ordinari e specifici e le disposizioni riguardanti lo svolgimento del servizio da parte del personale.


PARTE SECONDA: ALTRI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

ART. 6 – RELAZIONI SCUOLA/FAMIGLIE

I principi cui fa riferimento il presente articolo possono essere sintetizzati in:

-La Scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni.

- La comunità scolastica fonda il suo progetto e la sua azione educativa innanzitutto sulla qualità delle relazioni insegnante – studente.

- La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione.

1. Ad inizio anno scolastico il Consiglio di Circolo stabilisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie, sulla base delle proposte del Collegio dei Docenti.

2. Gli incontri tra docenti e genitori, convocati in ora tale da permettere la partecipazione della quasi totalità dei genitori, saranno strutturati:

- per assemblee di classe/sezione (almeno due durante l’anno scolastico) per compiere scelte educative condivise 
- a livello individuale (con frequenza bimestrale per la scuola primaria, una volta all’anno per la scuola dell’infanzia, più altri eventuali incontri programmati a richiesta degli insegnanti o delle famiglie per casi particolari e/o quando se ne ravvisi la necessità) per informare i genitori sull'andamento e sugli esiti dei processi di apprendimento, nonché per acquisire dalle famiglie dati e informazioni utili sui bambini.

3. Non è consentito, di norma, ai genitori degli alunni avere colloqui con i docenti durante l'orario di lezione.

4. I colloqui tra genitori e Dirigente devono avvenire su appuntamento; le problematiche relative al rendimento o al comportamento scolastico dei figli devono, di norma, essere trattate prioritariamente con i docenti interessati:

- se sorgono problemi che riguardano il singolo bambino, i genitori dovranno parlare direttamente con gli insegnanti, previo appuntamento tramite diario o breve comunicazione all’uscita dalla Scuola.

- in caso di problemi comuni e generali, i Rappresentanti di classe si assumono la responsabilità di affrontare il problema con gli insegnanti; i rappresentanti di classe, infatti, sono mediatori tra le esigenze della famiglia e la scuola.

5. La progettazione e il coordinamento delle iniziative volte a migliorare la relazione scuola e famiglia è demandata alla Segreteria dei Consigli di Interclasse/Intersezione ed è formata da un insegnante per plesso e dai genitori eletti dai rappresentanti delle classi/sezioni: uno per ogni plesso di Scuola Primaria e uno per ogni plesso di Scuola dell’Infanzia.

Tale Segreteria elabora indicazioni relative ai seguenti aspetti:
-coordinamento organizzativo dei Consigli d’Interclasse/Intersezione
-gestione Assemblee di Classe,
-stesura del Contratto Formativo
-ruolo del Genitore Rappresentante

ART. 7- ASSEMBLEE DEI GENITORI

1. Le assemblee dei genitori possono essere di sezione, di classe o di plesso, a norma dell'art. 15 del T.U. (Testo Unico).

2. La richiesta di assemblea straordinaria deve essere presentata al Dirigente Scolastico almeno cinque giorni prima dell’incontro (esclusi sabato e domenica), rendendone nota la data e l'ordine del giorno.

3. La concessione viene accordata subordinatamente alla disponibilità dei locali e soltanto quando sia assicurata la presenza di almeno un collaboratore scolastico, sempre fuori dall'orario delle lezioni.

4. Il richiedente si assume per iscritto ogni responsabilità in ordine all'igiene, alla sicurezza e alla salvaguardia del patrimonio e per eventuali danni che dall'uso dei locali possano derivare a persone o cose, esonerando il Dirigente Scolastico da ogni responsabilità per i danni stessi.

5. Il Dirigente Scolastico, ove ne ravvisi la necessità o su richiesta dei docenti, può promuovere la convocazione di assemblee di genitori.

TITOLO SECONDO
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

PARTE PRIMA: ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI

ART. 8 ISCRIZIONE DEGLI ALUNNI ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA

1. Le iscrizioni dei bambini alla scuola dell’infanzia e primaria si svolgono secondo le disposizioni previste dalla normativa ministeriale vigente. In regime di autonomia scolastica le disposizioni ministeriali sono integrate dai regolamenti interni degli Istituti o dei Circoli didattici.

2. Di norma l’iscrizione è presentata alla Scuola più vicina alla residenza del bambino, ma, in caso di disponibilità di posti, è possibile anche esprimere altre opzioni fondate sulla libertà di scelta dei genitori.

3. Con l’autonomia delle Scuole (1° settembre 2000) e la possibilità di differenziarsi, in parte, in base al Piano dell’Offerta Formativa, e dovendo inoltre conseguire la formazione delle classi con un numero di alunni il più possibile vicino al massimo previsto (per esigenze di contenimento della spesa pubblica), non è più possibile delimitare zone di competenza di ogni Scuola. Di conseguenza, possono essere accettate domande presso scuole diverse da quella di maggior vicinanza all’abitazione, compatibilmente con la disponibilità delle strutture ricettive e con i Regolamenti interni di ciascuna Scuola autonoma.

4. I servizi scolastici vengono erogati all’utenza mediante l’utilizzo di risorse dello Stato e dell’Ente locale comunale. A partire da questo presupposto, le iscrizioni alle Scuole dell’infanzia e alle Scuole primarie sono aperte prioritariamente a tutti i bambini residenti nella città di Bra e subordinatamente ai bambini residenti nei comuni limitrofi, in presenza di posti disponibili.

5. Gli alunni disabili sono inseriti nelle classi o nelle sezioni secondo un criterio di equa distribuzione nel Circolo e nel Plesso (di norma un alunno per ogni classe/sezione, salvo diverse valutazioni).

6. In caso di presenza di alunni disabili il numero complessivo degli alunni della classe subirà una riduzione, che, all’interno dei parametri legislativi, terrà conto della gravità del caso e degli obiettivi previsti dal Progetto Educativo Individualizzato (PEI).

7. Al fine di favorire la migliore integrazione degli alunni stranieri verranno sensibilizzate le famiglie e si adotteranno criteri di ammissione utili per favorire la frequenza di una Scuola con un’utenza mista (presenza di italiani e stranieri il più possibile corrispondente ai dati statistici cittadini).

8. Gli alunni stranieri sono accolti nelle classi e nelle sezioni secondo le modalità stabilite dal “Protocollo d’Accoglienza” elaborato da un gruppo di insegnanti della scuola dell’obbligo, coordinati dai Responsabili dell’ASL territoriale e approvato dai Collegi dei Docenti.

9. La facoltà di provvedere all'istruzione dei bambini obbligati, direttamente dai genitori o per mezzo di Scuola privata, deve essere esercitata entro il termine delle iscrizioni previsto dal Ministero, dandone ogni anno comunicazione scritta al Dirigente Scolastico competente per territorio.

10. Salvo esigenze diverse, entro un mese dal termine delle iscrizioni, la Direzione Scolastica pubblica i risultati delle ammissioni alle Scuole del Circolo (elenco unico per le classi prime di ogni Plesso e elenco unico degli alunni ammessi alle singole Scuole dell’infanzia).

11. Un’apposita Commissione provvederà in seguito alla formazione delle singole classi all’interno del Plesso e delle singole sezioni all’interno delle Scuole dell’infanzia, e i risultati saranno pubblicati entro la prima settimana di settembre.

ART. 9 CRITERI PER L’AMMISSIONE DEI BAMBINI ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Premessa

A partire dal 1° settembre 2000 le Scuole italiane sono diventate Scuole autonome e come tali, pur all’interno di un medesimo compito istituzionale, si sono parzialmente differenziate per le scelte culturali, educative, didattiche, organizzative esplicitate attraverso i Piani dell’Offerta Formativa. Anche le Scuole private che ne hanno fatto richiesta sono diventate Scuole paritarie (con autonomi Piani dell’Offerta Formativa) rientranti nel sistema formativo riconosciuto dallo Stato (Ministero Istruzione Università Ricerca). Le iscrizioni alle Scuole dell’infanzia paritarie hanno lo stesso valore dell’iscrizione alle Scuole statali e sono monitorate dagli stessi Uffici scolastici territoriali; pertanto, le doppie iscrizioni, anche con una Scuola paritaria, sono illegittime, in quanto generano confusione di dati e impediscono una chiara determinazione delle classi e degli organici degli insegnanti. In fase di iscrizione le Scuole cittadine attivano controlli incrociati e, in caso di doppie iscrizioni, i nostri uffici provvederanno alla trascrizione in coda alle eventuali liste d’attesa.

Ai genitori viene richiesto di esprimere una possibilità di frequenza in una seconda Scuola (anche a livello cittadino), al fine di favorire un’equa distribuzione degli alunni in tutte le Scuole, in base alla loro capienza. Considerando che in molte scuole della città sono presenti, annualmente, liste d’attesa e al fine di favorire una continuità di carattere didattico-educativo, non saranno possibili trasferimenti di alunni da una Scuola d'Infanzia all’altra, se non in presenza di trasferimento abitativo del nucleo familiare e comunque non nel corso dell’anno scolastico.

A) CRITERI DI AMMISSIONE

1. I bambini vengono ammessi alla frequenza della scuola dell’infanzia scelta con priorità numero uno, fino al completamento dei posti disponibili, secondo i seguenti criteri generali:

a. domande presentate nei tempi stabiliti per le iscrizioni

b. bambini residenti nel Comune di Bra (concentrico o frazioni)

c. bambini con bisogni educativi speciali (BES, ai sensi della DM 27/12/2012, CM n.8 06/03/2013)

d. bambini con fratelli già frequentanti

e. bambini, residenti o domiciliati, già frequentanti, trasferiti da Scuole di altre città (con nulla osta).

2. All’interno dei punti sopra specificati vengono considerati in ordine di precedenza i bambini di 5 anni, poi di 4 anni, infine di 3 anni.

3. Per i bambini di 3 anni sarà data priorità ai figli di famiglie biparentali in cui entrambi i genitori sono lavoratori o di famiglie monoparentali con il genitore lavoratore.

4.La situazione di lavoro dovrà essere documentata: - per i lavoratori dipendenti: dichiarazione con data e firma del datore di lavoro, attestante la sede lavorativa (denominazione, indirizzo), l’orario di servizio, la tipologia di contratto (tempo in/determinato), nel caso del contratto a tempo determinato, la data di scadenza. I lavoratori dipendenti di enti pubblici possono autocertificare i dati richiesti;

- Per i collaboratori domestici: fotocopia del contratto di lavoro (con oscuramento dei dati riservati).

- Per i lavoratori autonomi: autocertificazione su carta intestata con indicazione degli orari, della sede lavorativa (denominazione, indirizzo), e della partita IVA o codice fiscale aziendale, o visura camerale.

- Tutte le domande dovranno avere come allegato un documento attestante la situazione lavorativa dei genitori. Le documentazioni saranno prese in considerazione se la situazione lavorativa è effettiva alla data di iscrizione dell’alunno alla Scuola. Eventuali documentazioni che attestino situazioni lavorative iniziate dopo il termine stabilito dal Ministero per le iscrizioni, non saranno prese in considerazione.

5. Successivamente saranno accolti i bambini di famiglie biparentali con un solo genitore lavoratore.

6. Infine verrà seguito un criterio di età anagrafica (da chi è nato prima a chi è nato dopo; in caso di nascita nello stesso giorno si segue il criterio dell’ordine alfabetico per cognome).

7. In caso i posti disponibili indicati nella priorità numero uno non fossero sufficienti, si passa a considerare la scelta numero due, tenendo conto degli stessi criteri sopra specificati (in questo caso verrà acquisita la conferma di disponibilità da parte dei genitori e saranno presi accordi anche con la Direzione di altre Scuole cittadine).

8. Qualora anche con questa ulteriore “apertura” (scelta della Scuola numero 2) i posti disponibili non fossero sufficienti, si procede alla compilazione di liste d’attesa.

9. Nel Circolo saranno compilate due liste d’attesa: una unica per le due Scuole “C. Collodi” e “Centro storico”, una specifica per la Scuola “G. Lagorio”.

10. In caso di necessità di compilazione di liste d’attesa, si terrà conto dei criteri generali sopra esposti. Ogni nuovo inserimento nella lista d’attesa, potrà comportare un nuovo ordine di collocazione nella lista d’attesa, in base ai criteri sopra esposti.

11. In caso, ad anno scolastico avviato, si liberassero dei posti conseguenti a trasferimenti di alunni a scuole di altri Comuni, verranno inseriti nuovi alunni in base all’ordine di iscrizione nelle liste d’attesa (entro il mese di febbraio di ogni anno, tranne gli alunni di 5 anni). Se un alunno non si presenta a scuola, senza giustificati motivi, dopo un mese verrà depennato dall'elenco degli iscritti.

12. I bambini di due anni e mezzo di età potranno essere iscritti, ma potranno essere ammessi alla frequenza solo in caso di disponibilità di posti e in caso di raggiunta ed effettiva autonomia funzionale (uso dei servizi igienici). L’iscrizione, senza la frequenza, non comporta vantaggi o priorità per l’anno successivo; in questo caso l’iscrizione alla Scuola dell’infanzia dovrà nuovamente essere effettuata l’anno successivo (in cui il bambino compie tre anni).

13. Per gli alunni già iscritti e frequentanti sarà sufficiente la compilazione di un modulo di conferma di iscrizione per il successivo anno scolastico, come primo atto necessario per la determinazione dei posti disponibili nella Scuola.

B) COMMISSIONE – TEMPI – RICORSI

14. L’esame delle domande, l’ordine delle ammissioni, la formazione di eventuali liste d’attesa saranno frutto del lavoro di un’apposita Commissione nominata dal Dirigente scolastico. I risultati del lavoro della Commissione saranno presentati ad un genitore designato dal Consiglio di Circolo e al Dirigente Scolastico. Al Dirigente Scolastico è demandata la facoltà decisionale per tutte quelle situazioni particolari che non trovano riscontro nei criteri generali esplicitati nel presente Regolamento.

15. Al termine delle iscrizioni (il cui periodo è stabilito dal Ministero) la Scuola esamina le domande, e, salvo esigenze diverse, entro un mese dal termine delle iscrizioni pubblica i risultati; avverso i risultati delle ammissioni o non ammissioni è possibile presentare ricorso al Dirigente Scolastico, entro 10 giorni.

16. Il Dirigente Scolastico, sentita la Commissione, valuterà i ricorsi e risponderà (in forma scritta) entro i 10 giorni successivi al ricevimento in Ufficio del ricorso.

17. Qualora il genitore non si ritenesse soddisfatto, potrà avanzare ricorso al TAR entro 60 giorni.

ART. 10 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI DI SCUOLA DELL’INFANZIA

1. Sarà evitata, nell'assegnazione dei bambini alle diverse sezioni, qualsiasi discriminazione in base alla condizione etnica, religiosa, sociale ed economica delle famiglie degli alunni.

2. Sulla base dei dati di osservazione acquisiti durante le giornate di “Scuola aperta” e considerando l’esigenza dei bambini di avere dei punti di riferimento precisi per il primo ingresso istituzionale nel gruppo dei pari, una commissione interna ai singoli plessi, designata dal Dirigente e coordinata dall’insegnante fiduciaria procede alla composizione nominativa delle sezioni, tenendo conto di:

a. formazione delle sezioni con alunni delle tre età (3 – 4 – 5 anni)

b. distribuzione degli alunni con bisogni educativi speciali (BES, ai sensi della DM 27/12/2012, della CM n.8 06/03/2013)

c. equa composizione numerica delle sezioni

d. equa distribuzione delle etnie nelle sezioni

e. equa distribuzione dei maschi e delle femmine

In base agli elementi raccolti vengono formate sezioni eterogenee al loro interno e, per quanto possibile, omogenee fra loro.

3. La composizione delle sezioni sarà comunicata alle famiglie entro la prima settimana di settembre.

4. Stando ai risultati di numerose e qualificate ricerche in ambito educativo e scolastico a livello internazionale, eventuali alunni gemelli verranno preferibilmente inseriti in sezioni diverse, per dar modo ad ogni individuo di seguire un proprio percorso autonomo di sviluppo e di crescita.

5. Lo stesso principio educativo sarà seguito anche in caso di fratelli o di sorelle.

6. Casi di alunni con esigenze educative speciali (es. segnalazione dei servizi sociali, alunni disabili, bambini di 5 anni trasferiti da altri Comuni in corso d’anno) saranno valutati dal Dirigente, sentiti gli insegnanti del plesso, per il miglior inserimento nelle sezioni (anche in deroga al numero massimo previsto).

ART. 11 CRITERI PER L’AMMISSIONE DEI BAMBINI ALLA SCUOLA PRIMARIA

1. I genitori che intendono iscrivere anticipatamente (a 5 anni) i propri figli alla Scuola primaria, dovranno acquisire un parere (scritto e firmato) da parte delle insegnanti della Scuola dell’Infanzia, da consegnare al Dirigente Scolastico (DS) in busta chiusa, contestualmente alla presentazione delle domande di iscrizione alla Direzione.

2. Per favorire la continuità educativo-didattica, non saranno possibili trasferimenti di alunni da una Scuola primaria all’altra, se non in presenza di trasferimento abitativo del nucleo familiare e comunque non nel corso dell’anno scolastico.

3. Per ciascun bambino con bisogni educativi speciali (B.E.S) residente nel Comune di Bra, la Scuola valuterà il modello di tempo-scuola più idoneo, in base alle caratteristiche del bambino stesso. L’iscrizione al Plesso sarà concordata con la famiglia e avrà la precedenza su tutti gli altri criteri di seguito indicati. Nell’interesse del minore e in un’ottica di reale inclusione, sin dall’inizio dell’ultimo anno di frequenza della Scuola dell’infanzia, i docenti di Scuola del’infanzia presenti nel GLI organizzeranno incontri tra genitori dei bambini con BES, gli insegnanti di Scuola dell’infanzia coinvolti e il Dirigente scolastico, o un suo delegato, volti ad individuare la soluzione didattico- organizzativa più confacente alle caratteristiche e alle esigenze di ogni alunno.

A) CRITERI PER L’AMMISSIONE DEI BAMBINI AL TEMPO PIENO

4. I bambini sono ammessi alla classe prima della Scuola primaria funzionante a tempo pieno (compreso il tempo mensa) fino a compimento dei posti disponibili, secondo il seguente ordine di priorità:

a) richiesta di iscrizione entro i termini previsti

b) bambini residenti nel comune di Bra (concentrico o frazione); la residenza dovrà risultare come acquisita entro il mese precedente a quello previsto per le iscrizioni

c) figli di famiglie biparentali in cui entrambi i genitori sono lavoratori o di famiglie monoparentali con il genitore lavoratore. Per le modalità di documentazione della situazione lavorativa, vedi sopra: Criteri di ammissione dei bambini alla Scuola dell’infanzia.

d) bambini con fratelli già frequentanti la scuola a tempo pieno

e) figli di famiglie biparentali in cui un solo genitore sia lavoratore, residenti nel Comune di Bra

f) figli di famiglie biparentali in cui entrambi i genitori sono lavoratori o di famiglie monoparentali con il genitore lavoratore residenti nei comuni limitrofi

g) a parità di condizioni, verranno iscritti gli alunni in base a un criterio di precedenza stabilito in base all'ordine alfabetico.

B) CRITERI PER L'AMMISSIONE ALLE CLASSI A TEMPO NORMALE

5. Gli alunni esclusi dal tempo pieno saranno accolti prioritariamente al plesso del Circolo a tempo normale.

In caso di esuberi, verrà seguito un criterio di maggiore vicinanza della residenza alla scuola.

C) COMMISSIONE – TEMPI – RICORSI

6. L’esame delle domande e l’ordine delle ammissioni saranno frutto del lavoro di un’apposita Commissione nominata dal Dirigente Scolastico. I risultati del lavoro della Commissione saranno presentati ad un genitore designato dal Consiglio di Circolo e al Dirigente Scolastico. Al Dirigente Scolastico è demandata la facoltà decisionale per tutte quelle situazioni particolari che non trovano riscontro nei criteri generali esplicitati nel presente Regolamento.

7. Al termine delle iscrizioni (il cui periodo è stabilito dal Ministero) la Scuola esamina le domande, e, salvo esigenze diverse, entro un mese dal termine delle iscrizioni pubblica i risultati; avverso i risultati delle ammissioni o non ammissioni è possibile presentare ricorso al Dirigente Scolastico, entro 10 giorni.

8. Il Dirigente Scolastico, sentita la Commissione, valuterà i ricorsi e risponderà (in forma scritta) entro i 10 giorni successivi al ricevimento in Ufficio del ricorso.

9. Qualora il genitore non si ritenesse soddisfatto, potrà avanzare ricorso al TAR entro 60 giorni.

ART. 12 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI DI SCUOLA PRIMARIA

La Commissione citata, raccolti dalle insegnanti delle scuole dell’Infanzia presenti sul territorio dati utili per la formazione di classi prime il più possibile “equilibrate” dal punto di vista cognitivo e relazionale, forma le classi utilizzando i seguenti criteri:

a. equo inserimento degli alunni con bisogni educativi speciali (BES)

b. equa composizione numerica degli alunni

c. equa distribuzione delle etnie

d. dati forniti dagli insegnanti delle scuole d'Infanzia

e. equa distribuzione dei maschi e delle femmine

f. indicazione da parte della famiglia di legami positivi con un coetaneo ( se compatibile con tutti i criteri precedentemente espressi)

Eventuali gemelli verranno inseriti in classi diverse, al fine di consentire uno sviluppo autonomo delle personalità individuali.

PARTE SECONDA: ATTIVITA' DIDATTICHE

ART. 13 VIGILANZA SUGLI ALUNNI

1. Ai docenti spetta la vigilanza degli alunni durante l'ingresso (coadiuvati dai collaboratori scolastici), la permanenza nella scuola, l'uscita dalla medesima e durante le attività svolte all'esterno e organizzate dalla scuola stessa.

2. In caso di momentaneo allontanamento dall'aula, l'insegnante dovrà affidare la vigilanza degli alunni ad un collaboratore scolastico o al collega della classe vicina.

3. In caso di assenze, ogni docente organizza il controllo sulle classi attigue alla propria in attesa dell'arrivo dell’insegnante supplente.

Art. 14 INGRESSO ALUNNI

1. L'orario di entrata per gli alunni è stabilito dal Consiglio di Circolo. Per la Scuola dell’Infanzia i genitori accompagnano i bambini all’interno dei locali; per la scuola primaria i genitori assistono i figli nell'attraversamento degli spazi scolastici esterni (cortile) e li accompagnano sino alla porta di ingresso.

2. Per garantire un positivo avvio delle lezioni è necessaria la puntualità.

3. Per favorire l'accoglienza agli alunni di classe prima, per un breve periodo di scuola, i genitori potranno accedere temporaneamente ai locali scolastici concordando tempi e modalità con gli insegnanti dei team coinvolti.

4. In caso di motivata necessità di ingresso posticipato i genitori sono tenuti a giustificare il ritardo tramite comunicazione scritta sul diario.

Art. 15 INTERVALLO

Per gli alunni della scuola primaria ha la durata di 15 minuti e va effettuato nell'orario concordato da tutte le classi del plesso. Anche in tale periodo gli alunni devono essere sotto il diretto controllo degli insegnanti che organizzeranno attività ricreative ordinate compatibili con gli spazi disponibili.

ART. 16 USCITA ALUNNI

1. Considerata la simultaneità dell’uscita degli alunni dall’edificio scolastico, si invitano i genitori a rispettare scrupolosamente l’orario di uscita degli alunni.

2. I bambini della scuola dell’infanzia e di classe 1^ e 2^ della scuola primaria, anche al termine delle lezioni, all'uscita dalla scuola dovranno sempre essere accolti da un genitore o da persona maggiorenne delegata per iscritto.

3. Qualora i genitori desiderino che al termine della giornata scolastica i loro figli frequentanti le classi 3^, 4^ e 5^, tornino sistematicamente a casa da soli, sono tenuti a dichiararlo agli insegnanti all’inizio dell’anno scolastico su apposito modulo fornito dalla scuola; in casi eccezionali è sufficiente darne comunicazione scritta sul diario. In entrambe le situazioni i genitori si assumono la piena responsabilità del rientro.

4. Può verificarsi, per motivi vari, che la famiglia richieda eccezionalmente l’uscita anticipata del proprio figlio. In tal caso l’alunno potrà essere prelevato solo dai genitori (o da persona maggiorenne delegata). La richiesta, di norma, dovrà essere comunicata anticipatamente agli insegnanti.

5. Per la Scuola d'Infanziai genitori in orario di uscita riprenderanno i propri figli all'interno dei locali. Per la Scuola Primaria i genitori devono rimanere nei punti stabiliti all'interno del cortile scolastico per consentire un deflusso più ordinato e sicuro degli alunni.

6. I genitori sono tenuti a riprendere i propri figli con puntualità e, in casi eccezionali di giustificato ritardo, a dare preavviso telefonico in modo che la scuola possa organizzare la sorveglianza.

7. Se i genitori, o adulti da loro delegati, non sipresentano in tempo all'orario di uscita, gli alunni saranno affidati ai collaboratori scolastici.

8. Se il ritardo non giustificato dei genitori, o degli adulti da loro delegati, si ripetesse più volte, gli insegnanti hanno la facoltà di segnalare la situazione al Dirigente Scolastico per un eventuale richiamo scritto.

ART. 17 GIUSTIFICAZIONE ASSENZE

1. Le assenze andranno sempre giustificate per scritto sul diario (a voce per i bambini della Scuola dell’Infanzia).

2. In caso di un’assenza prolungata per motivi di famiglia è necessaria una dichiarazione dei genitori, possibilmente preventiva.

3. Nel caso di assenze è opportuno informarsi presso i compagni o gli insegnanti sulle attività loro assegnate da svolgere a casa.

ART. 18 COMPITI E LEZIONI

1. E’ necessario da parte dei genitori (considerata l’età degli alunni), un controllo puntuale e quotidiano sull’esecuzione dei compiti e lo studio delle lezioni.

2. I genitori sono pregati di controllare giornalmente il diario e i quaderni dei figli e firmare, per presa visione, comunicazioni e quanto richiesto dalle insegnanti.

ART. 19 ALIMENTI PORTATI A SCUOLA DAI BAMBINI

In occasione di feste e ricorrenze varie, i bambini delle Scuole d’Infanzia e Primaria possono portare a scuola esclusivamente alimenti confezionati, riportanti la data di scadenza e precisa indicazione degli ingredienti o preparati da aziende artigianali (panetterie, pasticcerie, ecc....) e consegnati incartati.

ART. 20 IGIENE

1. Il personale scolastico è tenuto ad utilizzare i guanti monouso forniti dalla scuola per prestare le prime cure agli alunni infortunati che presentino perdite di sangue e per lavarli e cambiarli a seguito di conati di vomito e diarrea.

2. Per evitare inopportuni allarmismi, tale atteggiamento dovrà essere motivato agli alunni ed eventualmente ai genitori come una normale precauzione igienica.

3. Con le stesse motivazioni occorrerà educare i bambini ad evitare il contatto diretto con queste sostanze.

4. In caso di incuria e di scarsa igiene degli alunni, la scuola sensibilizzerà i genitori affinché provvedano a porre rimedio al problema. Se permane la situazione di grave disagio verranno informati gli operatori dei servizi socio-assistenziali e successivamente il Tribunale dei minori.

ART. 21 ASPETTI SANITARI

1. In casi eccezionali e comunque per brevi periodi, gli insegnanti potranno somministrare medicine (pillole e sciroppi) agli alunni solo su richiesta scritta dei genitori con allegata copia del certificato medico.

2. Nei casi di alunni affetti da patologie croniche che comportano bisogni speciali di salute in orario scolastico a cui è necessario somministrare farmaci, ci si riferisce al Protocollo d’Intesa tra Regione Piemonte e U.S.R.P. del M.I.U.R :

“...omissis. (art. 3) SOGGETTI CHE POSSONO EFFETTUARE GLI INTERVENTI SPECIFICI:

a) i genitori,

b) l’alunno stesso (se minore, autorizzato dai genitori),

c) personale dei servizi sanitari (su richiesta d’intervento),

d) persone che agiscono su delega formale dei genitori stessi, quali:

- familiari o persone esterne identificate dalla famiglia,

- personale delle istituzioni scolastiche e delle agenzie formative (in via residuale e nel rispetto

delle condizioni di cui all’art. 4) che abbia espresso per iscritto la propria disponibilità e sia stato informato/formato/addestrato sul singolo caso specifico.
(art. 4) CONDIZIONI GENERALI PER L’EFFETTUAZIONE DEGLI INTERVENTI SPECIFICI

4.1 Gli interventi in ambito scolastico possono avere luogo nei seguenti casi e condizioni, valide per

tutti i soggetti di cui all’art. 3:

a) l’assoluta necessità dell’intervento durante l’orario scolastico;

b) che l’intervento non richieda una discrezionalità tecnica o, se richiesta, sia esercitata entro

parametri pre-definiti.

4.2 Qualora gli interventi siano effettuati dal personale scolastico o delle agenzie formative e non

da personale sanitario, occorre siano rispettati i seguenti principi procedurali:

a) gli interventi “non devono richiedere il possesso di abilitazioni specialistiche di tipo sanitario”

(rif. Linee guida ministeriali 25.11.2005);

b) la fattibilità da parte del personale scolastico e non sanitario è da valutarsi caso per caso, in

relazione allo specifico intervento richiesto dai genitori e alle modalità di effettuazione;

c) la valutazione di fattibilità và effettuata dal direttore di distretto territorialmente competente

rispetto alle strutture scolastiche e formative frequentate dall’alunno, per gli aspetti di carattere

sanitario e dal dirigente scolastico/direttore dell’agenzia formativa per gli aspetti scolastico-organizzativi

...omissis.”

Per la somministrazione di farmaci salvavita deve essere seguita la seguente procedura:


a) presentazione di richiesta scritta da parte dei genitori per la somministrazione a scuola del farmaco al proprio figlio;
b) acquisizione di autorizzazione alla somministrazione del farmaco da parte del Direttore del Distretto Sanitario di competenza;
c) acquisizione della prescrizione e di tutte le informazioni necessarie per la somministrazione a cura del medico curante;
d) acquisizione dell’autorizzazione alla somministrazione del farmaco, sottoscritta dai genitori dell’alunno, da parte del personale incaricato;
e) acquisizione di dichiarazione di disponibilità alla somministrazione, sottoscritta dagli insegnanti e/o dai collaboratori scolastici incaricati;
f) formazione da parte di un medico del personale che ha dichiarato la propria disponibilità alla somministrazione
g) autorizzazione, agli insegnanti ed agli operatori incaricati, a somministrare il farmaco specificato secondo le modalità e i tempi previsti dalla documentazione.

3. Si ribadisce che resta in ogni modo prescritto il ricorso al servizio di Emergenza 118 nei casi in cui non sia possibile somministrare il farmaco o questo risulti inefficace.

4. In caso di improvviso malessere dell’alunno, il genitore verrà informato dalla Scuola contemporaneamente o subito dopo aver allertato il 118.

5. In caso di infortunio, che preveda il ricorso a cure presso il Pronto Soccorso, occorre presentare in Segreteria, entro il giorno successivo dall’accaduto, il certificato medico rilasciato dall’Unità Ospedaliera o dal medico curante.

6. Per i bambini che devono seguire diete per intolleranze alimentari, i genitori devono fornire specifico certificato medico che elenchi le intolleranze o gli ingredienti da evitare.

7. Le famiglie dei bambini che per motivi etico-religiosi non assumono determinati cibi devono consegnare una dichiarazione scritta con l’elenco degli alimenti da evitare.

8. Le insegnanti provvederanno, per i casi 6 e 7, a consegnarne copia alla responsabile del servizio mensa.

9. Si consiglia ai genitori di controllare che il materiale scolastico del proprio figlio sia sempre completo e ordinato affinché non venga portato materiale non richiesto e il peso degli zaini sia adeguato al bambino, ovvero rapportato tra il 10 e il 15% del peso corporeo.

10. Le insegnanti, dal canto loro, provvederanno a razionalizzare la distribuzione del materiale scolastico che rimarrà in aula e verrà portato a casa solo su precisa indicazione (motivi di studio e/o visione periodica da parte dei genitori).

ART. 22 CRITERI PER L’ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ DIDATTICHE FINANZIATE CON ILCONTRIBUTO DELLE FAMIGLIE

1. Le attività per cui si può richiedere il contributo economico delle famiglie, consistono in interventi di ampliamento dell’offerta formativa, concordati con i genitori e congruenti con le finalità indicate dal P.O.F.

2. Per la valutazione e l'approvazione dei progetti relativi a tali attività (visite guidate, attività sportive, partecipazione a rappresentazioni teatrali o alla proiezione di film...) vengono presi in considerazione i seguenti criteri:

a)dichiarazione degli insegnanti proponenti che l'attività è inserita nel progetto educativo-didattico della classe/sezione;

b)parere favorevole di tutti gli insegnanti di classe/sezione;

c)partecipazione all'iniziativa (con relativo assenso delle famiglie) della quasi totalità degli alunni - in ogni caso non verranno approvate attività a cui non partecipino almeno l'80% degli alunni delle classi interessate o a cui degli alunni non possano partecipare per motivi economici;

d)economicità dell'attività svolta - il costo deve essere uguale o inferiore a quello praticato ai privati, per lo stesso servizio;

e)attestazione che le eventuali non adesioni non sono determinate da motivi economici.

Le famiglie, di norma, contribuiscono alle spese scolastiche nei seguenti casi:

-quota per assicurazione contro gli infortuni
- quota per la partecipazione a visite guidate o a viaggi di istruzione 
-quota per la partecipazione ai corsi di nuoto 
-quota per partecipazione a eventi e manifestazioni 
-quote per l'acquisto di materiale didattico di facile consumo (ad esclusione di volumi individuali contenenti schede di esercizio).

ART. 23 VISITE GUIDATE

1. Le visite guidate presuppongono una precisa e adeguata programmazione didattica predisposta dagli insegnanti fin dall’inizio dell’anno scolastico e si configurano come esperienze di apprendimenti di crescita svolte al di fuori dei locali scolastici.

2. Per programmare le visite in vista di obiettivi educativi adeguati all’età e all’interesse degli alunni e prepararle adeguatamente dal punto di vista logistico-organizzativo e didattico, gli insegnanti prevedono, entro il mese di dicembre, in un primo tempo ed entro il mese di febbraio, in un secondo tempo, itinerari e mete e prendono gli opportuni contatti con i responsabili delle strutture o degli ambienti da visitare.

3. Le scelte vengono comunicate nei Consiglio d’Interclasse/Intersezione

4. L’ufficio di Segreteria richiede i preventivi di spesa alle Ditte di autotrasporti e, quando è possibile l’utilizzo del treno, richiede il costo del biglietto ferroviario collettivo.

5. Acquisiti tutti gli elementi sopraindicati, il Dirigente Scolastico autorizza le iniziative, incarica gli insegnanti accompagnatori ed eventuali altri adulti accompagnatori; il Dirigente Servizi Generali Amministrativi, o un’impiegata delegata, cura gli aspetti organizzativi e contabili.

6. Sarà cura degli insegnanti seguire il criterio della maggiore vicinanza della meta prescelta in modo da contemperare gli obiettivi formativi del viaggio con le esigenze di contenimento della spesa.

7. Non possono essere richieste alle famiglie degli alunni quote di rilevante entità o che possano comunque determinare situazioni discriminatorie.

ART. 24 BIBLIOTECA DI CIRCOLO

Presso la Direzione Didattica si trova la biblioteca magistrale del Circolo.

1. La biblioteca è a disposizione dei docenti di ruolo e non di ruolo in servizio nel Circolo e dei genitori degli alunni.

2. Il prestito, a cura del personale di Segreteria, ha una durata massima di trenta giorni; i periodici possono essere dati in visione per un massimo di tre giorni.

3. Chiunque arrechi danno ai volumi in prestito oppure li smarrisca, è tenuto a rimborsare la somma corrispondente al valore di giornata del volume in questione.

ART. 25 BIBLIOTECA ALUNNI

1. Presso le sedi delle scuole primarie sono allestite due biblioteche alunni.

2. Gli insegnanti, in orari concordati, prelevano i libri da dare in prestito agli alunni.

3. Inoltre, le classi della scuola primarie e le sezioni della scuola dell’infanzia usufruiscono del servizio offerto dalla Biblioteca Civica. Il servizio di prestito cittadino costituisce un’opportunità didattica e un’educazione al buon uso dei beni pubblici. Eventuali danni arrecati ai testi per incuria o volontariamente dovranno essere risarciti dagli adulti che esercitano la patria potestà sui minori.

ART. 26 ATTIVITÀ SCOLASTICHE CON INTERVENTO DI ESPERTI

1. E' consentita la collaborazione gratuita con soggetti estranei alla scuola secondo quanto previsto dal POF.

2. L’eventuale intervento gratuito di esperti esterni nelle classi, a scopo didattico, per svolgere attività di supporto che migliorino la conoscenza in settori specialistici, è consentito purché non sostituisca la funzione degli insegnanti e si svolga sotto il loro controllo e la loro presenza, in quanto responsabili dell’attività scolastica e della sorveglianza degli alunni.

3. Gli interventi degli esperti esterni vanno preventivamente autorizzati dal Dirigente Scolastico.

Se l’intervento comporta una spesa per il bilancio della scuola, deve essere inserito in un progetto all’interno del Programma Annuale approvato dal Consiglio di Circolo. Non sono previsti interventi di esperti esterni il cui pagamento ricada sulle famiglie, in quanto non in linea con le indicazioni espresse nel POF.

ART. 27 ACCESSO DEI GENITORI ALLA SCUOLA

1. L'accesso dei genitori in orario scolastico alle aule o agli altri locali destinati alle attività educative è consentito soltanto su invito dell'insegnante o per motivi importanti e urgenti.

(per questioni secondarie es. ritiro compiti, consegna materiali … farà da intermediario un collaboratore scolastico).

2. I genitori possono accedere ai locali della scuola per assemblee e/o colloqui nei giorni e nelle ore stabiliti; in altri momenti solo se l’incontro è stato concordato con l’insegnante attraverso comunicazione scritta.

3. Durante gli incontri con i docenti, non è opportuna la presenza nell’edificio dei bambini.

ART. 28 ACCESSO DI ESTRANEI ALLA SCUOLA

Non è consentito l'accesso a scuola di estranei se non espressamente autorizzati dal Dirigente Scolastico. Le persone autorizzate sono comunque accompagnate all’interno dell’edificio da personale scolastico.

ART. 29 DIFFUSIONE DI MATERIALE INFORMATIVO NELLE SCUOLE

1. Non è assolutamente consentita la distribuzione agli alunni di materiale pubblicitario o riportante iniziative che comportino spese o l’acquisizione di indirizzi o altri dati relativi agli alunni e alle loro famiglie. Deroghe a questo punto, riguardanti iniziative territoriali volte ad incrementare le risorse tecnologiche/economiche del Circolo, saranno valutate dal Dirigente Scolastico il quale, se riterrà opportuno, farà richiesta formale di distribuzione ai docenti.

2. Gli insegnanti sono autorizzati a distribuire agli alunni unicamente i comunicati relativi ad iniziative di carattere culturale e sportivo promosse (non solo patrocinate) dall'Ente locale o dalle associazioni culturali e sportive presenti sul territorio, che abitualmente collaborano con la scuola.

3. Sarà consentita l’affissione alle bacheche genitori-insegnanti dei plessi di materiale informativo di rilevanza culturale, senza fini di lucro (seppur con possibili e ragionevoli quote di adesione), promosse da Enti pubblici, privati, Associazioni.

4. Verranno affissi alla bacheche genitori dei Plessi (ma non distribuiti nelle classi) eventuali materiali informativi inerenti le diverse iniziative estive per ragazzi/e a carattere sportivo, ambientale, linguistico (e altro).

ART. 30 PARTECIPAZIONE A CERIMONIE RELIGIOSE, LUTTI, MANIFESTAZIONI

La partecipazione degli alunni a cerimonie di carattere religioso in caso di decesso di un alunno, di un insegnante o di personale scolastico in servizio, di un genitore è consentita nel rispetto delle convinzioni religiose di ognuno.

ART. 31 INSERIMENTO ALUNNI STRANIERI

Per l’inserimento degli alunni stranieri si fa riferimento al protocollo sottoscritto a livello territoriale con la collaborazione del Consorzio Intesa. In sintesi :

1° FASE :

· Iscrizione

· compilazione dei documenti (modulo biografico) con l’assistenza da parte della segreteria

· l’addetto di segreteria informa il Dirigente Scolastico che convoca la Funzione Strumentale

· Il Dirigente (o suo delegato) e la Funzione Strumentale incontrano la famiglia e, se necessario, un loro accompagnatore o il mediatore linguistico per unprimo colloquio d’accoglienza.

· Il Dirigente e la Funzione Strumentale analizzano la documentazione disponibile e convocano lacommissione di accoglienza, composta da un rappresentante delle classi parallele dell’età anagrafica del bambino e un rappresentante della classe inferiore, per stabilire l’inserimento nel rispetto dei seguenti criteri:

- età anagrafica
- strumentalità linguistiche e di base
- scolarità pregressa
- diverso ordinamento degli studi del paese di provenienza
- periodo dell’anno scolastico nel quale viene fatta l’iscrizione

2° FASE

· Il Dirigente Scolastico, sulla base dei dati raccolti, assegnerà il bambino alla classe più idonea all’accoglienza

· L’inserimento dell’alunno nella nuova realtà scolastica avverrà, possibilmente, entro tre giorni dall’iscrizione.

ART. 31 BIS INSERIMENTO ALUNNI ITALIANI NELLE CLASSI

L’iscrizione in Segreteria presuppone:

- l’acquisizione dell’Attestato di idoneità alla frequenza di una determinata classe; se l’alunno viene trasferito da altro comune in corso d’anno proseguirà la frequenza della classe già iniziata;

- l’acquisizione della Scheda di valutazione dell’anno precedente (per classi superiori alla prima) o del quadrimestre precedente;

I genitori concordano con il Dirigente il Plesso di frequenza considerando sia le esigenze orarie e logistiche delle famiglie che le possibilità di inserimento offerte dal Circolo.

Per la scelta della sezione: il Dirigente (o suo delegato) riunisce i docenti delle classi interessate, per valutare il contesto di classe più idoneo per l’accoglienza del nuovo alunno, tenendo conto di:

- numero degli alunni nella classe

- numero degli alunni con bisogni educativi speciali

- numero degli alunni per genere

Sentiti gli insegnanti, acquisiti i dati informativi relativi ai punti di cui sopra, il Dirigente (o suo delegato) stabilisce la classe di iscrizione e frequenza del nuovo alunno e concorda con gli insegnanti interessati le modalità pratiche per l’inserimento.

ART. 32 ABBIGLIAMENTO DEGLI ALUNNI ALLA SCUOLA PRIMARIA

Gli alunni delle scuole primarie indossano un abbigliamento comodo, pratico e adeguato (ma non il grembiule).

ART. 33 USO DEL CELLULARE

Non è consentito l’uso del cellulare da parte del personale e degli alunni in orario scolastico se non in casi eccezionali autorizzati dal Dirigente Scolastico.

ART. 34 USO DEI FOTOCOPIATORI

E’ vietato fotocopiare e distribuire agli alunni pagine di testi in commercio, a meno che non sia espressamente consentito dall’editore stesso.

ART. 35 MOSTRE SPETTACOLI FESTEGGIAMENTI

1. E’ possibile organizzare nel corso dell’anno scolastico iniziative quali mostre, spettacoli o feste, nel rispetto delle disposizioni relative alla sicurezza, usufruendo dei locali scolastici o in mancanza di spazi idonei, ricorrendo a strutture esterne.

2. Tali iniziative dovranno essere programmate e preventivamente autorizzate dal Dirigente.

ART. 36 USO DEI LOCALI E DELLE ATTREZZATURE SCOLASTICHE

1. L'accesso alle palestre e ai laboratori viene programmato annualmente in base alle esigenze didattiche.

2. L’utilizzo delle palestre è regolamentato da una convenzione tra la scuola e il Comune di Bra.

Durante l’orario scolastico tali locali sono utilizzati prioritariamente dalle classi/sezioni del Circolo. Altre scuole, che ne facciano richiesta, potranno usufruirne a condizione che tale uso non pregiudichi il normale svolgimento delle attività didattiche delle classi/sezioni del Circolo.

3. Le associazioni potranno utilizzare le strutture in orario extrascolastico.

4. Ogni utente dovrà provvedere alla pulizia dei locali al termine dell’attività secondo modalità concordate con il Dirigente Scolastico all’atto della concessione.

ART. 37 RAPPORTI SCUOLA – TERRITORIO

1. E' consentita e auspicata la collaborazione con soggetti esterni alla Scuola: nell'ambito di un'organica programmazione educativa e didattica, le classi/sezioni scelgono le collaborazioni gratuite offerte dal territorio ed in linea con le progettazioni annuali.

2. Gli insegnanti possono prevedere interventi diretti a scuola, a titolo gratuito,di personeesterne per l'approfondimento di specifiche tematiche o unità didattiche, dandone preventiva comunicazione al Dirigente Scolastico.

3. Il Dirigente Scolastico può individuare esperti esterni per l’attuazione di interventi relativi a progetti didattici nel rispetto dei criteri stabili dal Consiglio di Circolo e delle disposizioni contenute nel DM 44 relativo al Nuovo Regolamento di Contabilità.

ART. 38 MODIFICHE AL REGOLAMENTO

Il presente Regolamento può essere modificato nelle sue varie parti, purché la relativa deliberazione avvenga con non meno dei 2/3 dei voti dei componenti il Consiglio di Circolo, presenti in assemblea consiliare.

ART. 39 PUBBLICIZZAZIONE

Il presente Regolamento viene pubblicato secondo le modalità indicate all'articolo 3.1 presente nella prima parte del presente Regolamento.

TITOLO TERZO
REGOLAMENTO DISCIPLINARE

DIRITTI

1. Gli alunni hanno diritto ad una formazione culturale qualificata fornita da una Scuola organizzata

e gestita in base ai suoi bisogni.

2. La comunità scolastica promuove il rispetto ela solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto

degli alunni alla riservatezza.

3. Gli alunni devono essere informati sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della Scuola

e sui programmi di lavoro.

4. La Scuola s’impegna a creare un ambiente a misura dell’alunno con particolare attenzione allo

sviluppo di un buon clima relazionale all’interno della classe.

5. Gli alunni hanno diritto a vivere in ambienti scolastici puliti e dignitosi.

6. L’assegnazione dei compiti e le richieste di studio sono frutto di accordi tra il gruppo docente, tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli alunni e sono comunicate e confrontate all’inizio dell’anno con i genitori

7. Tutti gli alunni hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono.

8. L’alunno ha diritto ad una valutazione trasparente (gli insegnanti comunicano in precedenza i criteri di valutazione, ossia che cosa si valuta e come si valuta) e tempestiva, con finalità formativa, ossia volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a riflettere criticamente sul proprio percorso di apprendimento.

9. Gli alunni hanno il diritto di fare proposte per un migliore funzionamento dell’Istituto secondo le modalità operative che ogni classe potrà ideare.

DOVERI

1. Gli alunni frequentano regolarmente la scuola.

2. Gli alunni, a seconda delle loro capacità, danno un contributo personale alla costruzione di saperi condivisi nel gruppo-classe.

3. Gli alunni affrontano le attività scolastiche con serietà, anche quando richiedono fatica ed impegno.

4. Nei confronti di tutto il personale che opera nella scuola, gli alunni sono tenuti a comportarsi educatamente e con rispetto, usando un linguaggio corretto e adeguato e formule di saluto appropriato. Gli alunni si rivolgono con il “tu” agli insegnanti (nella Scuola dell’infanzia e primaria il rapporto tra insegnante e alunno è formale, ma anche in parte personale), ma non per questo si devono sentire legittimati ad un rapporto confidenziale o non rispettoso del ruolo dell’insegnante

5. Gli alunni procurano di avere quotidianamente il materiale necessario per le diverse attività e ne hanno cura, così come con quello degli altri.

6. Gli alunni contribuiscono a mantenere in ordine gli spazi scolastici e i materiali e a rispettarli.

7. Agli alunni è fatto divieto di portare a scuola denaro (se non esplicitamente richiesto dai docenti), beni di valore e oggetti pericolosi o che possono diventare tali. Giochi, giocattoli, figurine ed altri oggetti non devono costituire motivo di disturbo durante le ore di lezione.

INTERVENTI EDUCATIVI ECCEZIONALI

1. In caso di non rispetto di una norma della convivenza civile o delle regole concordate a Scuola o del presente Regolamento, gli insegnanti procedono con un richiamo verbale.

2. In caso di non rispetto ripetuto delle regole gli insegnanti procedono con richiami verbali e avviso alle famiglie (nota sul diario, colloquio con i genitori).

3. In caso di azioni scorrette che rivestano un carattere di gravità gli insegnanti intervengono collettivamente (team) con gli alunni coinvolti (ed eventualmente con tutta la classe) per riflettere sui fatti accaduti, informano le famiglie per ottenere una collaborazione educativa mediante colloquio o annotazione sul diario, registrano i fatti accaduti sull’Agenda del team docenti; possono, se lo ritengono opportuno, allontanare momentaneamente l’alunno dalla classe o dal laboratorio, garantendo comunque la vigilanza da parte di personale scolastico e organizzando attività educative, anche in riferimento ai fatti successi.

4. In casi particolarmente gravi ed eccezionali di comportamento profondamente lesivo dell’incolumità delle persone, delle norme di convivenza civile, delle regole concordate, il team dei docenti, sentito il parere del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI), può stabilire una flessibilità nella partecipazione alle attività didattiche della classe per un tempo ritenuto adeguato. Tale flessibilità sarà subordinata e finalizzata ad un progetto di recupero educativo, elaborato dagli insegnanti di classe, con la collaborazione degli altri eventuali soggetti coinvolti, da realizzarsi nei locali scolastici o in locali predisposti, con personale docente di classe o di altre classi a livello di Plesso e di Circolo (anche con flessibilità di orario), o anche con personale socio-educativo operante nella scuola. Il provvedimento sarà formalizzato dal Dirigente Scolastico.

5. Si sottolinea l’importanza di un attento esame preventivo non solo della gravità dei fatti, ma della situazione personale e del contesto familiare dell’alunno interessato.

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